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Pas
Basic: PROGETTO TIPO
Corso
sistematico ed intensivo di formazione su: sviluppo
della flessibilità e potenziamento delle abilità
cognitive nei bambini.
Considerazioni
Non è necessario aspettare che le persone siano grandi
e/o che abbiano problemi per iniziare a lavorare sul
cognitivo (Reuven Feuerstein)
Gli uomini hanno bisogno di Mediazione fin dalla
nascita, momento dal quale, attraverso il contatto con
la madre, inizia un rapporto di Mediazione che durerà
tutta la vita e il contatto madre-bambino si svilupperà
e continuerà successivamente con l’interazione sociale.
I BAMBINI IMPARANO DAI GRANDI: ecco perché
necessitano strumenti per mediare abilità specifiche ai
bambini:
Gli animali imparano “poco”
dalla madre: è per lo più istinto unito all’imitazione.

Da Sinistra:
Mario Di Mauro, Cosimo Dimagli, Rafi Feuerstein - TORINO
2009
L’essere umano ha tanto da imparare che non basta
l’imitazione, ma occorre l’ascolto, l’essere in
contatto, il connettersi tramite il linguaggio che è
l’espressione di segnali che devono essere compresi e,
ovviamente, questo il bambino da solo non può farlo.
La nostra è una
CULTURA
UDITIVA:
si ascolta un nome al quale si deve associare l’oggetto
e, per poter fare ciò, la sola interazione diretta col
mondo non basta, ma occorre un Mediatore che faciliti.
Sebbene oggi ci sia un maggior bisogno di mediazione si
media sempre meno, e la televisione, pur usando il
linguaggio, non Media in quanto non riesce ad interagire
con le eventuali difficoltà del bambino che ascolta:
occorrerebbero i genitori

Da
Sinistra: Lea Yosef, Cosimo Dimagli - TORINO 2009
Se si ritardano gli interventi, si potrebbero non
prevenire carenze anche gravi: se ritardiamo troppo ad
insegnare a leggere, si rischia che il bambino non
impari mai a leggere; non solo, ma il DEFICIT
nell’ATTENZIONE e nella PERCEZIONE è dovuto
essenzialmente a carenza di mediazione in quanto il
bambino è stato abituato a percepire in maniera
generica, indifferenziata, superficiale, senza vedere
relazioni, connessioni tra le cose.
Un primo gruppo di bambini destinatari dell’attività di
Mediazione attraverso il PAS Basic, è quello costituito
da bambini ai quali si voglia far accelerare il processo
di sviluppo.
Questo obiettivo provoca diverse critiche.
Ma è meglio mantenerlo infantile o, come noi pensiamo,
riuscire a dargli le abilità cognitive lasciandolo
bambino?
L’APPARENTE CONTRASTO si supera creando i bisogni
mentali dell’adulto rispondendo loro sempre come ai
bisogni di un bambino.
D’altronde è meglio prevenire le difficoltà derivanti da
carenze di natura cognitiva, oppure porvi rimedio, dopo?
Il PAS Basic è PREVENTIVO, NON solamente CURATIVO: si
cerca di intervenire prima della esiziale esperienza del
FALLIMENTO, incentrando, come nel P.A.S. Standard,
l’attenzione sul processo e non sul prodotto.
I bambini, naturalmente, non possiedono ancora la
conoscenza sull’origine delle cose, sui processi, ed i
libri scolastici non danno input sufficienti per
superare le carenze relative ai processi: questo è un
motivo in più perché, attraverso il basic, ci si
interessi dei processi che sono il prerequisito per
apprendere i contenuti (il caffè è reso dolce dal
cucchiaino? No, dallo zucchero, ma il cucchiaino serve
per scioglierlo!!) Solo un mediatore consente ad un
bambino di fare anche quelle esperienze cui non ha , o
non ha avuto, accesso.
Qualcuno, piagetianamente, potrebbe anche dirci che,
forse, sarebbe meglio non dare ai bambini quello di cui
non hanno bisogno, ma oggi noi sappiamo che lo sviluppo
delle capacità modifica il cervello, incide sul
neurosviluppo : dando, quindi, e sviluppando capacità
incidiamo sulla maturità cerebrale e riusciamo a
prevenire anche i deficit.
Se un bambino è nato prematuramente, si può
ragionevolmente prevedere che avrà dei problemi: è
proprio da sciocchi il cercare di prevenire tali
problemi?
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